Macchine

La definizione di macchina in base alla direttiva è: un sistema costituito di varie parti di cui almeno una mobile, per mezzo di una forza di natura non umana o animale.

Il video sulla marcatura CE delle macchine

Approfondendo la conoscenza della direttiva macchine, si apprende che ci sono delle eccezioni a questa definizione, ovvero un sistema di sollevamento, anche se azionato da forza umana o animale, rientra in direttiva macchine.

La spiegazione di questa apparente contraddizione è abbastanza semplice, grazie ad un sistema di sollevamento, ad esempio “fune e carrucola” si può aumentare l’energia potenziale di un insieme, che successivamente si può trasformare in energia cinetica, che in quanto tale  necessita di controllo.

La direttiva macchine disciplina, non solo le macchine intese come insiemi finiti che eseguono delle operazioni, ma anche le parti di sistemi complessi, che da sole non realizzano un lavoro compiuto, queste sono definite “quasi macchine“.

Molte quasi macchine assemblate, costituiscono una macchina più complessa.

Ci sono esempi di prodotti che possono essere, sia macchine, che quasi macchine, ad esempio un nastro trasportatore può essere macchina, se utilizzato per trasportare un carico da un punto all’altro, ma diventa quasi macchina, se la sua funzione è inserita ed interfacciata con altre quasi macchine, che eseguono altre lavorazioni sul prodotto trasportato.

Oltre alle macchine ed alle quasi macchine rientrano nella direttiva macchine:

le attrezzature intercambiali, ma non gli utensili, i componenti di sicurezza, gli accessori di sollevamento, le catene, le funi e cinghie, i dispositivi amovibili di trasmissione meccanica con relative protezioni.

Le macchine si dividono in due categorie principali, quelle con una pericolosità riducibile quasi a zero e quelle che per loro natura rimangono molto pericolose.

Ad esempio un sega a nastro non potrà mai essere resa sicura in modo efficace, perché per lavorare la lama è necessariamente esposta e pericolosa.

Le macchine con pericolo residuo elevato sono elencate nell’allegato IV della direttiva.

Per le macchine presenti in allegato IV la marcatura CE può essere eseguita dal produttore in autonomia, nel rispetto delle norme armonizzate se queste esistono, se invece il prodotto non è coperto da una norma armonizzata, dovrà necessariamente intervenire, in una forma decisa dal costruttore, un organismo notificato, che controlla ciò che è stato fatto.

Tutti i prodotti che rientrano in direttiva macchine devono essere sottoposti dal produttore al processo di marcatura CE, che consiste in estrema sintesi, nella predisposizione del fascicolo tecnico.

Nel fascicolo tecnico è descritto in modo formale e documentato, tutto ciò che il produttore esegue per costruire il suo prodotto, quindi sul piano documentale c’è perfetta coincidenza tra “marcatura CE” e “fascicolo tecnico”, la differenza tra le due cose sta nel fatto che la marcatura CE è la realizzazione di ciò è documentato nel fascicolo tecnico.

Nei soli casi previsti per le macchine presenti in allegato IV e prive di norma armonizzata di prodotto, è necessario l’intervento di un organismo notificato.

Gli organismi notificati sono individuabili nel sito europeo denominato NANDO, solo i soggetti presenti in questo elenco possono emettere certificati riconosciuti dalla legge in relazione alla marcatura CE.

ATTENZIONE però, un certificato di qualsiasi tipo sia, può far parte della marcatura CE, ma non la sostituisce mai.

Il fabbricante rimane l’unico soggetto che la legge chiama a rispondere sulla sicurezza dei suoi prodotti e sulla correttezza della marcatura CE.

Il fabbricante non deve commettere l’errore di ritenere che un certificato sia sufficiente a soddisfare i requisiti di legge, che invece richiede sempre la marcatura CE.

La C&C s.a.s. è al Vostro fianco per realizzare il fascicolo tecnico che rappresenta sul piano documentale l’intera marcatura CE.